Adotta un partigiano

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Adottare è una parola latina composta dal prefisso –ad- che esprime il complemento di fine nella sua accezione più concreta e dal verbo optare “desiderare, scegliere”. Nel Dizionario della Lingua italiana di Nicolò Tommaseo alla voce adottare si trova questa definizione: prendere, in virtù d’un atto legale e solenne, per proprio figliuolo il figliuolo altrui”. “I figlioli altrui” sono i fucilati e i deportati della Benedicta e la campagna che l’Associazione Memoria della Benedicta si trova oggi a presentare non è altro che il tentativo di rinnovare questa adozione nel passaggio da una generazione all’altra, ora che i testimoni diretti di quell’evento sono ormai quasi tutti scomparsi.

Il desiderio è quello di avviare una ricerca partecipata e condivisa per raccogliere ulteriori documenti e informazioni sulle biografie dei caduti e dei deportati della Benedicta. Per questo ci rivolgiamo alla “Comunità di eredità”, cioè a tutte le persone che si identificano nella vicenda della Benedicta e individuano nella Resistenza e nell’antifascismo i valori fondanti del proprio essere e del proprio agire nella società e che pensano che questa storia vada conosciuta, studiata e tramandata per le generazioni che verranno.

In questo link ci sono tutti i fucilati https://benedicta.org/fucilati-benedicta/

in questo link ci sono tutti i deportati https://benedicta.org/deportati-benedicta/

Consultando questi link si accede alle pagine dove sono riportate le biografie dei caduti e dei deportati della Benedicta.

Una volta individuato il partigiano che si desidera “adottare”, occorrerà inviare per email a benedicta.comunicazione@gmail.com il nome del partigiano e successivamente la nuova documentazione da inserire nella sua pagina.

Pastorino romeo

Pastorino Romeo, fucilato alla Benedicta

 

Ogni nuova “adozione”, previa autorizzazione, verrà comunicata sui social network, corredata dal link alla pagina del sito internet dell’Associazione Memoria della Benedicta in cui verranno pubblicati i nuovi materiali che, all’interno dell’Archivio Digitale, diventeranno condivisi.

È importante precisare che l’idea di creare questa campagna per sistematizzare la raccolta di nuove informazioni su caduti e deportati nasce dalla pubblicazione delle pagine dedicate alle loro biografie e dalle segnalazioni di aggiunte e correzioni inviate all’indirizzo mail dell’Associazione.

Le pagine dell’Archivio Digitale dedicate ai protagonisti della Benedicta sono tratte dal volume, commissionato dall’Associazione e intitolato “I Ribelli della Bendicta”. Percorsi, profili, e biografie dei caduti e dei deportati (Bologna, Archetipo Libri, 2011) curato dai prof. Brunello Mantelli, Giovanna D’Amico, Giovanni Villari dell’Università di Torino, Dipartimento di Storia. Con questo libro si è realizzato l’intento dell’Associazione di arrivare alla definizione di un elenco completo dei caduti e dei deportati, sulla base delle fonti anagrafiche dei Comuni, degli elenchi della Croce Rossa, delle fonti partigiane ,dei documenti relativi ai trasporti nei campi di concentramento conservati negli archivi dell’ANED e delle altre fonti, italiane e tedesche, relative all’eccidio e attraverso un incrocio delle varie fonti disponibili, si è completata per ciascun caduto una piccola biografia che ne identifica i tratti sociali ed umani.

Un lavoro esteso, ma che ha rappresentato solo il primo passo nella ricostruzione del vasto sapere da “archiviare” a proposito di quelle giovani vite. Perché la ricerca vada avanti, è necessario appellarsi alla comunità di eredità e ciò è risultato evidente dalle segnalazioni spontanee e volontarie che sono arrivate all’Associazione a proposito di rettifiche di alcuni dati o attraverso la trasmissione di fonti documentali inedite. L’Associazione, quindi, attraverso la campagna “Adotta un partigiano” ricerca materiale fotografico, lettere, cartoline, diari, documenti anagrafici, ma altresì memorie personali, racconti di famiglia o aneddoti di comunità che permettano non solo di ampliare le conoscenze a proposito delle vite dei giovani caduti e deportati, ma anche di comprendere il modo in cui il ricordo di loro si è conservato all’interno delle famiglie e delle comunità di provenienza. Fare manutenzione della memoria vuol dire divulgare la storia e accumularne di nuova, vuol dire essere capaci di partire dagli archivi privati o istituzionali, là dove le memorie sono conservate, per poi restituirle in forma collettiva, proseguendo la ricerca di nuove fonti e testimonianze per integrarle nella rete e favorire nuovi collegamenti.

 

Repetto_01

Documento proveniente da Anpi Rossiglione su Antonio Repetto deportato a Mauthausen