Associazione Memoria della Benedicta

BENEDICTA 7 APRILE 1944:
LA PIÙ GRANDE STRAGE DI PARTIGIANI DELLA STORIA DELLA RESISTENZA ITALIANA

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Cos'è la Benedicta

Breve storia dell'eccidio

Il 7 aprile 1944 ingenti forze nazifasciste circondarono la Benedicta e le altre cascine dove erano dislocati i partigiani e colpirono duramente i giovani, spesso impossibilitati a difendersi per la mancanza di un adeguato armamento e di esperienza militare. Il rastrellamento proseguì per tutto il giorno e nella notte successiva. Molti partigiani, sfruttando la conoscenza del territorio, riuscirono a filtrare tra le maglie del rastrellamento, ma per centinaia di loro compagni non ci fu scampo.

In diverse fasi i nazifascisti fucilarono 147 partigiani, altri caddero in combattimento; altri partigiani, fatti prigionieri, furono poi fucilati, il 19 maggio, al Passo del Turchino.

Altri 400 partigiani furono catturati e avviati alla deportazione (quasi tutti a Mauthausen), ma 200 di loro riuscirono fortunosamente a fuggire, mentre i loro compagni lasciarono la vita nei campi di concentramento.

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Archivio Digitale Benedicta

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… O la manutenzione del ricordo

È in fase di costruzione l’archivio on-line, con il finanziamento della Fondazione Social in collaborazione con ISRAL e Università del Piemonte Orientale, un archivio multimediale sui tragici fatti della Pasqua del 1944. In questo archivio digitale saranno contenute testimonianze, documenti, scritti e pubblicazioni che ricondurranno alla cronaca degli episodi che hanno coinvolto il territorio di Capanne di Marcarolo, e l’area tra il genovesato e la Provincia di Alessandria, dall’inverno del 1944 fino all’ aprile del 1945 e che culminarono nell’ aprile del ’44 con il rastrellamento della Benedicta ovvero l’operazione militare organizzata dai comandi militari germanici di Genova e Alessandria sotto l’ insistenza delle forze della neonata Repubblica di Salò che comportò l’ accerchiamento da parte dell’esercito nazifascista delle formazioni partigiane stanziate intorno al Monte Tobbio e il loro conseguente annientamento; testimonianze di un evento tragico, che si inseriscono in quelle, più ordinarie e quotidiane, che riguardano la vita e la storia delle comunità che abitarono il territorio intorno al Monte Tobbio, e il loro rapporto con l’ambiente, con quel patrimonio naturalistico che costituisce oggi il Parco Regionale delle Capanne di Marcarolo.

Siamo agli inizi del percorso: in questa prima fase presentiamo il “contenitore” dell’ Archivio che ospiterà, per l’ occasione, tutti i materiali prodotti per la Celebrazione on-line del 76°anniversario della Benedicta#io resto a casa. La maggior parte di questi documenti oggi dedicati all’ anniversario, insieme agli altri che man mano pubblicheremo sul sito www.archiviobenedicta.org andranno a costituire il nostro archivio digitale che continuerà ad arricchirsi in una prospettiva idealmente illimitata. Scopo dell’ archivio è quello di raggruppare tutte “le memorie della Benedicta” in uno spazio virtuale, memorie lontane e diverse, che connesse in uno spazio comune possano ulteriormente rielaborarsi, arricchirsi e trasformarsi in nuovi percorsi di approfondimento e studio.