Nato ad Albenga (SV) il 21 settembre 1923, celibe.
Di Ernesto (agricoltore) e di Rosa Mantero.
Residente ad Albenga.
Partigiano nella 1°Brigata Giancarlo Odino, è caposquadra dal febbraio 1944, nome di battaglia Mirco.
Arrestato presso Nespolo il 7 aprile 1944 nell’ambito del Rastrellamento della Benedicta.
Morto alla Benedicta il 7 aprile 1944.
Fonte bibliografica: D’amico, Mantelli, Villari, I ribelli della Benedicta, percorsi, profili, biografie dei caduti e dei deportati, Archetipo libri 2011.
“Questa mia testimonianza è resa possibile dal fatto che, alla morte di mio padre, ho trovato fra le sue cose, articoli di giornale dell’epoca e anche dispacci ufficiali del Comitato Di Liberazione Nazionale. Condivido con mio zio, che era il fratello di mio padre, oltre che il nome, anche il luogo di nascita che è Albenga. Per motivi di lavoro la mia famiglia ha lasciato la Liguria quando avevo 7 anni e sinceramente ho pochi ricordi di quegli anni ma sicuramente della vita di mio zio non mi fu fatto mai alcun accenno. Successivamente, quando capitava di tornare ad Albenga per Natale o Pasqua, si era soliti andare al cimitero per dare un saluto ai parenti. Accanto alla tomba di nonni e bisnonni c’era anche la tomba di mio zio vestito da marinaio. E’ chiaro che la giovane eta’ ed il mio stesso nome avessero scatenato in me una certa curiosità ma la versione ufficiale della mia famiglia era che era morto in guerra ucciso dai tedeschi. Sono occorsi più di 50 anni per arrivare alla verità e a come stavano veramente le cose. Ho trovato tra le carte un dispaccio della marina militare italiana ufficio F.C.R. che sta per fronte clandestino di resistenza che ha come argomento: Silurista Mirco Chiesa. Si afferma, riporto testualmente le parole, che alla data dell’armistizio il silurista Mirco Chiesa era imbarcato sulla torpediniera ARTURO nel porto di Genova. In seguito ai noti avvenimenti (immagino si faccia riferimento alla reazione dell’esercito tedesco e alla frantumazione dell’esercito italiano) raggiungeva la famiglia ad Albenga rimanendo appartato per breve periodo. Entrava quindi a far parte, sin dalla sua costituzione, delle S.A.P. ( squadre di azione patriottica che avevano l’obbiettivo di propagandare la guerra di liberazione nazionale) e in particolare la ” GIUSEPPE MAZZINI” di Albenga. Successivamente si unisce alla Brigata Alessandria comandata dal cap.Odino con la quale partecipava ad azioni di guerriglia. Questo per quanto riguarda la versione della marina militare che ho riportato fedelmente dal testo.Tutto ciò e’ anche avvalorato da un altro dispaccio ufficiale questo a firma del Comitato di liberazione nazionale corpo martiri della Benedicta datato Gavi 24 agosto 1945. Si afferma nel dispaccio che il partigiano Mirco Chiesa ha appartenuto alla brigata Alessandria, comandata dal cap. Odino dal marzo 1944 al 6 aprile 1944 giorno in cui cadde trucidato dalle forze nazifasciste. Il ricordo che ho di mia nonna è quello di una donna provata fisicamente che a fatica riusciva a camminare. Deve essere stato veramente duro per lei, in un paese dove c’era una forte componente fascista, basta citare per tutti il nome di Luciano Luberti meglio noto a tutti come il boia di Albenga, sentirsi dire che suo figlio era un disertore ed era diventato un partigiano. Posso immaginare le pressioni che lei e i suoi parenti abbiano subito in quel periodo tanto da portarla, secondo una lettera scritta da qualche parente o amico, ad incontrare il figlio per convincerlo a tornare a casa. Speranza poi risultata vana come la storia ha testimoniato. Spero che questa mia testimonianza possa servire per tenere vivo il ricordo di un periodo storico in cui la gente moriva per un ideale e combatteva contro il fascismo a maggior ragione oggi dove si cerca di mistificare se non addirittura negare la storia. Mirco Chiesa
Fonte foto, documenti: archivio privato Mirco Chiesa.