
Impiegato e studente nato a Voltaggio, Alessandria, il 28 agosto 1924 di Lorenzo e Giovanna Bisio.
Appartenente alla 37° Artiglieria Albenga, partigiano nella 1° Brigata Autonoma Giancarlo Odino dal 20 febbraio 1944, nome di battaglia Billy.
Alla cattura residente; arrestato a Voltaggio il 9 aprile 1944 nell’ambito del Rastrellamento della Benedicta.
Detenuto a Voltaggio e Novi Ligure.
Giunge a Mauthausen il 16 aprile 1944.
Primo numero di matricola 63679; mestiere dichiarato in KL studente universitario; classificato con la categoria Schutz.
Trasferito a Gusen (Mauthausen).
Deceduto a Gusen (Mauthausen) il 7 febbraio 1945.
Nota 1 – Era detto “Nicchi”.
Fonte: D’amico, Mantelli, Villari, I ribelli della Benedicta, percorsi, profili, biografie dei caduti e dei deportati, Archetipo libri 2011.

“Sembra doveroso, a me e a mia sorella Emilia, sottoporre a Voi dell’Associazione Memoria della Benedicta, per la sensibilità con la quale cercate di far riemergere le personalità dei nostri Caduti, alcune precisazioni riguardanti nostro zio, Giuseppe Benasso (Voltaggio 28/8/1924 – Mauthausen 7/2/1945), fratello minore di Giovanni, nostro padre.
Parlando della fine dello zio, papà, come altri famigliari di deportati non ritornati, diceva che “era rimasto in Germania”, pur sapendo che Mauthausen si trova in Alta Austria e mai si sentì di andarci.
A Mauthausen sarebbe andata Emilia, accompagnando classi in Viaggio d’Istruzione, e per lei fu come la chiusura di un cerchio, una sorta di liberazione che le ha consentito poi di visitare altri campi di concentramento, anche accompagnando ancora altri ragazzi dell’età dello zio, ma papà non c’era più per poterglielo raccontare.
Sulla scheda riportata nel sito dell’Associazione, l’occupazione “Impiegato e studente” è corretta, perché prima della chiamata alle armi a meno di diciannove anni, Giuseppe Benasso era impiegato, in qualità di assistente, nel collegio/orfanotrofio in cui era cresciuto e stava studiando da geometra dopo aver conseguito l’attestato di agente rurale. La voce “mestiere dichiarato in KL studente universitario” era automatica, perché quando nell’occupazione risultava la definizione di “studente”, per l’età dei giovani deportati scattava automaticamente anche l’aggettivo di “universitario”, come si può constatare pure per chi era studente in Seminario.
Una rettifica ovvia su di un ragazzo che con il fratellino più grande Giovanni era arrivato in collegio all’età di sette anni, è quella della sostituzione di “di Lorenzo e Giovanna Bisio” con “fu Lorenzo e fu Giovanna Bisio”.
Dalla stessa scheda risulta che Benasso Giuseppe, numero di matricola nel Konzentrazion Lager 63679, morì il 7 febbraio, ma si sa che veniva scritta come data di morte quella della cremazione, che, con le basse temperature dei mesi invernali, spesso era successiva anche di alcuni giorni a quella dell’effettivo decesso del deportato.
Le nostre rettifiche, però, circa la scheda presente sul Vostro sito, riguardano il nome di battaglia e – in nota – il soprannome.
Il nome di battaglia di Giuseppe Benasso, infatti, non era Billy, bensì “Pietra”.
Il suo soprannome, fin dall’infanzia, era Pilli.
Probabilmente gli storici che hanno elaborato le schede hanno attinto a informazioni di prima mano, pur poi non riportandole esattamente, perché Billy è una frequente storpiatura di Pilli e Nicchi è il soprannome con cui era conosciuta la famiglia paterna, riportato anche nello storiograficamente prezioso elenco dei fucilati e dei deportati di Voltaggio elaborato da Giovanni Benasso in occasione del 50° Anniversario della Liberazione nel 1995 e al quale hanno attinto evidentemente anche i citati storici.
Un dettaglio finale riguarda la fotografia apposta in calce alla scheda, che fa parte dei ricordi familiari dello zio Pilli, quindi mi sembra più opportuna la didascalia “Fonte foto: archivio famiglia Benasso”.
Voltaggio, aprile 2026
Giuseppe Benasso
Fonte foto e contributo: archivio famiglia Benasso