“La strada mi arricchisce, continuamente. Lì avvengono gli incontri più significativi, l’incontro della vera sofferenza, l’incontro di chi però ha ancora tanta speranza e allora guarda, attende. Per la strada nascono le alternative, nasce il voler conquistare dei diritti”
Don Andrea Gallo
L’idea di fondo che contraddistingue questo evento è quella di mantenere, diffondere e sviluppare l’”insegnamento del Gallo” attraverso cultura, arte e promozione della socialità.
Questa terza edizione di “Gallo in Campo” si svolgerà domenica 12 luglio, grazie al lavoro di squadra tra: il Comune di Campo Ligure, la sezione locale dell’ANPI, la Pro-Loco di Campo Ligure, la Cooperativa Solidarietà e Lavoro di Genova, l’Associazione Memoria della Benedicta, la Comunità di San Benedetto al Porto, la direzione artistica è a cura degli Yo Yo Mundi.
Dal 2024 l’evento si è arricchito con il “Premio Don Gallo”: nella prima edizione l’attribuzione è stata conferita alla Comunità di San Benedetto al Porto, mentre per il secondo anno la scelta è ricaduta sulla Fondazione De Andrè. L’idea che sta alla base della scelta riguarda associazioni o personalità immediatamente riconducibili ai valori che connotano la figura di Don Gallo, che lo rappresentano e che con il loro operato continuano a far riecheggiare la sua voce. Per questa terza edizione, avevamo deciso di assegnare il Premio “Gallo in Campo 2026” a Carlo Petrini e a Slow Food, l’associazione da lui fondata. Ne eravamo entusiasti e già in contatto con il suo staff. Tra di noi discutevamo da qualche mese su che tipo di accoglienza riservargli e come coinvolgere l’intero Borgo che, con ostinazione, tenta di conservarne la propria cultura del lavoro, il proprio dialetto, il proprio ritmo comunitario di vivere il luogo.
Purtroppo “Carlin” se ne è andato prima che tutto ciò potesse accadere, ma la nostra intenzione rimane quella di consegnare comunque il premio, alla memoria di Carlo “Carlin” Petrini e a tutti coloro che sapranno portare avanti i suoi insegnamenti.
Alle ore 16,30 si svolgerà il consueto corteo per le strade del borgo di Campo Ligure, dalla sede dell’ANPI fino alla tomba di Don Gallo, dove faremo una prima tappa di riflessione e ringraziamento.
Alle 17,30, presso il circolo ANPI, in piazzatta Rattarolo ci sarà un incontro culturale dal titolo “Don Andrea Gallo: Resistenza e Costituzione, in cammino verso l’utopia” con Giorgio Barberis, Professore di storia del pensiero politico e direttore del dipartimento di giurisprudenza e scienze politiche dell’Università del Piemonte Orientale;
intervengono:
Fabio Scaltritti– Comunità San Benedetto al Porto
Massimo Bisca– Presidente ANPI Provincia di Genova
Daniele Borioli– Presidente Associazione Memoria della Benedicta.
Alle ore 21.00, in Piazza Vittorio Emanuele II ci sarà la consegna del Premio “Gallo in Campo 2026” a Carlo “Carlin” Petrini e Slow Food. Verrà data una breve lettura con la motivazione.
Alle ore 21.15 sempre in Piazza Vittorio Emanuele II ci sarà il concerto degli YoYoMundi “Alla bellezza dei margini” con la partecipazione di Alberto Visconti de L’Orage e Alessandra Ravizza.
Durante tutta la giornata, nelle strada del borgo sarà presente una mostra fotografica “Gli sguardi e il dire. Don Andrea Gallo.” a cura di Ivano Antonazzo.
Dalle 19.00 al circolo ANPI sarà attivo un servizio di ristorazione.
In caso di maltempo gli eventi si svolgeranno al Cinema Teatro Balena
Lo spazio legato “al Gallo” si configura come una realtà “transregionale”, che prende avvio a Campo Ligure, suo paese natale, luogo in cui riposa e di cui è stato insignito della cittadinanza onoraria. Da qui si estende a Genova, città della sua formazione umana e spirituale e sede della nascita della sua comunità, per poi raggiungere il Monferrato e Alessandria, fino ad aprirsi a una dimensione internazionale attraverso i numerosi progetti e le relazioni che “il Gallo” ha costruito nel corso della sua esistenza.
Questo territorio “transregionale”, compreso tra l’area metropolitana genovese e il sud della provincia di Alessandria, possiede una forte identità storica. In passato corrispondeva all’Oltregiogo della Repubblica di Genova ed è stato per secoli un fondamentale corridoio di passaggio e di scambio verso uno dei più importanti porti del Mediterraneo. È un territorio attraversato da un profondo sentimento di appartenenza, sintetizzato dall’idea di trovarsi “appena dietro una curva dal mare”, una sensibilità evocata nelle opere degli Yo Yo Mundi, di Paolo Conte e di Ivano Fossati.
È la terra dei caruggi e del porto, di Fabrizio De André e della memoria della Benedicta, teatro della più grande strage di partigiani della Resistenza italiana. È anche la terra di Campo Freddo, l’attuale Campo Ligure, il cui nome richiama il concetto di libertà (“free”), antico feudo imperiale che seppe opporsi all’assoggettamento della Serenissima. Ancora oggi il paese è animato da una comunità unita, inclusiva e solidale, capace di guardare al futuro con spirito progettuale e visione, nonostante le difficoltà economiche e sociali del presente, grazie anche al prezioso contributo delle numerose associazioni attive sul territorio.
Con le trasformazioni del Novecento, quest’area assume progressivamente il ruolo di periferia dell’Italia contemporanea, diventando il contesto privilegiato dell’azione “del Gallo”. Si tratta di un territorio marginale ma ricco di umanità, che merita di essere riconosciuta e valorizzata. Una realtà che, pur attraversata da forme di disagio anche profonde, continua a opporsi a un modello di società dominato dall’apparenza, dalla fede assoluta nel progresso tecnologico e dalla ricerca dell’accumulo materiale.
L’impegno “del Gallo” prende avvio proprio dalle periferie urbane, prima a Genova e poi ad Alessandria. In questi quartieri popolari egli costruisce percorsi di riscatto e speranza, fondando comunità di accoglienza e dedicandosi non solo al recupero dei giovani, ma anche alla tutela della cultura e dei luoghi da cui essi provengono. Parallelamente rivolge la propria attenzione ai contesti rurali, come Frascaro e Visone, realtà per molti aspetti affini a Campo Ligure: paesi agricoli, segnati dalla fatica quotidiana e dal lavoro duro, dove la cultura popolare ha resistito nel tempo grazie ai valori della solidarietà e della collaborazione reciproca. In questi luoghi l’individualismo e l’ipocrisia dei cosiddetti “benpensanti”, pur presenti, faticano ancora a prevalere sul senso di comunità e di mutuo sostegno che ne costituisce il tratto distintivo.