Voltaggio: un ricordo di persone, non un elenco di nomi

La memoria della Benedicta vive anche grazie alle persone che, nel corso degli anni, hanno scelto di custodirla, approfondirla e trasmetterla.

Giuseppe Benasso fa a pieno titolo parte della Comunità di eredità che ruota intorno alla Benedicta. Una comunità fatta di persone, famiglie, studiosi, testimoni e cittadini che continuano a prendersi cura di una memoria che appartiene a tutti.

Giuseppe ci ha inviato una riflessione che pubblichiamo volentieri perché racconta qualcosa di particolarmente importante: dietro ogni nome della Benedicta c’è una persona, una famiglia, una storia.

E Voltaggio lo racconta con particolare forza.

Il paese, terra d’origine della famiglia Benasso, pagò un tributo pesantissimo alla tragedia della Benedicta: 3 voltaggini furono fucilati e 32 furono deportati a Mauthausen, 28 di loro non fecero più ritorno.

Ma quei numeri non sono soltanto numeri.

Sono nomi, volti, famiglie, mestieri, luoghi di provenienza, relazioni. Sono persone che prima della «Pasqua di sangue del ’44» avevano una vita, una casa, un lavoro, una famiglia e una comunità.

È proprio questa la forza della riflessione di Giuseppe: raccontare come il lavoro di suo padre, Giovanni Benasso, allora Sindaco di Voltaggio, abbia contribuito a conservare e trasmettere informazioni preziose su quei ragazzi. Informazioni che hanno permesso, negli anni, di restituire ai caduti e ai deportati una dimensione umana e familiare, andando oltre la semplice elencazione dei nomi.

Questo è, in fondo, uno dei significati più profondi della Comunità di eredità della Benedicta: raccogliere il testimone di chi ci ha preceduto, mettere in relazione le memorie familiari con la ricerca storica e fare in modo che le storie non vadano perdute.

Perché la memoria non è un elenco di nomi.

È il modo con cui una comunità continua a riconoscere le proprie persone, le proprie storie e i valori per i quali quelle persone hanno vissuto e, in tanti casi, sono morte.

Ringraziamo Giuseppe Benasso per aver condiviso con noi questa preziosa riflessione.

Buona lettura.

 

 

Voltaggio: un ricordo di persone, non un elenco di nomi

Soltanto lo scorso anno ebbi occasione di venire a conoscenza delle schede presenti sul sito dell’Associazione Memoria della Benedicta relative a ogni fucilato e a ogni deportato in conseguenza del rastrellamento della Benedicta (Nota 1).

Consultando le schede dei 3 voltaggini fucilati e dei 32 deportati, 28 dei quali non più ritornati, mi era risultato subito evidente che i tre storici che avevano elaborato le schede (Nota 2), per la compilazione di quelle dei 35 voltaggini avevano attinto alla documentazione elaborata nel 1995 da mio padre, Giovanni Benasso (1921-2008), allora Sindaco di Voltaggio. Documentazione da lui raccolta, in occasione del 50° Anniversario della Liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista, per ricordare tutti i nostri ragazzi e i non voltaggini fucilati a Voltaggio.

Rimanevo, però, con la curiosità dal punto di vista storiografico, di sapere come il gruppo guidato dal Professor Mantelli fosse venuto in possesso di tale documentazione.

La risposta all’interrogativo me l’ha fornita recentemente, ovviamente postuma, lo stesso autore della raccolta e della stesura di quei dati. E’ stato, infatti, riprendendo attentamente dall’archivio di famiglia il suo carteggio, che è “uscito” un appunto scritto a mano da mio padre, a completamento dei dati dell’ultimo dei 4 deportati sopravvissuti, Mario Traverso (1924-2020):

“il 10/01/2008 ha autorizzato a indicare al Prof. Mantelli di Torino il suo recapito di via dei Marmi 16014 Campomorone – Genova e il suo telefono di casa”. Il Professor Mantelli, quindi, era entrato in contatto diretto con Giovanni Benasso e da lui aveva avuto la sua documentazione e anche i riferimenti e l’autorizzazione per contattare Mario Traverso.

Prima ancora di sapere dell’esistenza del volume di Mantelli, D’Amico e Villari, i dati raccolti da mio padre erano risultati essenziali, facendoli leggere ogni volta pubblicamente, per rendere il giusto tributo alla memoria di quei ragazzi sia nel corso delle serate che organizzai a Voltaggio con partigiani e deportati fra il 2010 e il 2015, sia nelle commemorazioni ufficiali nel periodo in cui fui Sindaco di Voltaggio tra il 2019 e il 2024.

La peculiarità dei dati relativi a ogni caduto e a ognuno dei superstiti sta nell’aver aggiunto ai dati comuni a tutti gli altri caduti della Benedicta, anche, soprattutto, la provenienza familiare, specificata con il toponimo della cascina per i residenti in campagna e il soprannome della famiglia per i residenti nel centro storico di Voltaggio. Ciò mi ha permesso, per i vari eventi citati, di poter risalire ai discendenti di varie famiglie di caduti e far leggere a loro i nomi dei propri zii o prozii.

Il nome e il cognome, il luogo e la data di nascita, la paternità e la maternità, la provenienza familiare, il titolo di studio, l’attività lavorativa e poi la data di morte e per i deportati anche il numero di matricola nel lager: dati che, nel trentennio successivo alla loro stesura, hanno consentito di ricordare ognuno di quei ragazzi immaginandolo nel suo contesto familiare e nella sua occupazione quotidiana prima di essere travolto dai fatti della “Pasqua di sangue del ‘44”.

Voltaggio, settembre 2026                                                            

                                                                                                                                    Giuseppe Benasso

Note:

Nota 1: link https://benedicta.org/fucilati-benedicta/  https://benedicta.org/deportati-benedicta/

Nota 2: Brunello Mantelli, Giovanna D’Amico e Giovanni Villari, I Ribelli della Benedicta”- Percorsi, profili, e biografie dei caduti e dei deportati, Bologna, Archetipo Libri, 2011